29/10/15

ARTE INASPETTATAMENTE...

ARTE INASPETTATAMENTE...

29/10/15

            

Olga Blandano – quando il crochet diventa arte.




Finalmente, come promesso poche settimane fa, inizio questa nuova “rubrica” mensile in cui vi presento artigiani, creativi, artisti che mi hanno colpita ed emozionata. 
Come prima protagonista ho deciso di presentarvi una creativa solare ed incontenibile nel suo entusiasmo, aspetto che mi fa impazzire! Lei è Olga! Olga Blandano… 
Ho sempre pensato che l’uncinetto, la maglia, il punto croce,… fossero datati e che poche persone fossero in grado di rinnovarli uscendo dalla creazione dei classici quadretti o quei centrini che sinceramente a me mettono un pochino di tristezza. Non ho intenzione di offendere nessuno, anzi, io stessa ho centrini della mia nonna e quadretti fatti a punto croce dalla mia mamma per i quali ho un legame affettivo molto forte, ma nonostante tutto li trovo irrimediabilmente demodé. 
Per questa ragione chi reinventa ha la mia ammirazione. Ma quando nel reinventare qualcosina di un po’ datato riesco ad avvertire l’innovazione, non posso astenermi dal raccontarlo. È proprio questo che mi è capitato quando per la prima volta ho intravisto l’arte che Olga riesce a realizzare semplicemente con: ago, ferri, filo, stoffa, oggetti di qualunque tipo recuperati e l’ingrediente essenziale… la fantasia! 
Quando il crochet diventa arte ci sono il cuore e le mani di Olga! Chi la conosce sa che ad arrivare prima del suo esile fisico di mamma di cinque figli e nonna è il suo splendido sorriso e la sua energia, emozioni che io stessa ho percepito quando ho toccato con mano le sue opere. Penso che le mie parole servano a poco e neanche l’elenco dei tanti riconoscimenti ottenuti e collaborazioni avute riescono a descrivere ciò che lei crea, per cui lascio che le immagini parlino da sole.











Per chi desidera conoscere Olga può incontrarla sulla sua pagina facebook e sul blog “Pan di Stoffa”. Prestissimo nascerà un suo nuovissimo progetto Mamimood.com, un sito interamente dedicato all’incontro del crochet con l’art design… 
Ecco alcune delle sue creazioni dedicate soprattutto al mondo femminile le quali saranno le indiscusse protagoniste di questa sua nuova avventura.





Nelle creazioni di Olga si possono riconoscere la dolce tradizione della stoffa e del filo in contrasto con l’irriverenza degli oggetti di recupero adoperati per soddisfare la vulcanica immaginazione dell’artista. Contrasto invidiabile ma soprattutto inviolabile per cui… In bocca al lupo e buona vita! 
Un abbraccio. E.


“La creatività è contagiosa. Trasmettila!” 
Albert Einstein

15/10/15

CUPCAKE DUE N

CUPCAKE DUE N

15/10/15

 




L’autunno crea in me un’irrefrenabile voglia di dolcezza ed io se penso a ciò che di più possa soddisfare la mia voglia penso solo ed esclusivamente alla Nutella! E da piemontese quale sono non riesco a non unirla alla croccantezza della nocciola tonda gentile tipica della mia Regione. 
Complice di ciò che vi sto per scrivere è mio cognato e le sue nocciole. Dopo aver ricevuto in regalo un cesto di queste prelibatezze che la natura ci offre (per di più già pulite) non ho potuto far altro che mettermi ai fornelli. Ecco che cosa ne è uscito! 

CUPCAKE DUE N


 Ingredienti per 14 cupcake:

 Per la base dei cupcake 
210 gr. farina tipo 00 
165 gr. zucchero di canna 
10 gr. lievito vanigliato in polvere 
50 gr. miele 
120 gr. nutella 
80 gr. burro 
4 uova 
100 gr. nocciole 

Per la crema 
350 gr. panna liquida fresca 
35 gr. zucchero a velo 
1 bacca di vaniglia 
60 gr. nutella 

Procedimento: 

In una ciotola ampia ponete le uova a temperatura ambiente, il miele, lo zucchero, un pizzico di sale. Montate con uno sbattitore elettrico fino ad ottenere una crema gonfia e chiara. In un contenitore mischiate la farina e lo lievito. Dopo averli mescolati uniteli al composto spumoso setacciandoli. Amalgamate gli ingredienti con una spatola che raccolga bene gli ingredienti sparsi nel bordo della ciotola. Tritate a piacere le nocciole ed unitele al composto. A me piace sentire la croccantezza della nocciola, per questa ragione preferisco tritarle grossolanamente. Nel microonde fate sciogliere il burro. Una volta sciolto, incorporatelo alla nutella e mescolate fino a che otterrete una crema liscia. Versate la crema ottenuta all’impasto e girate delicatamente sempre con una spatola. Ponete i pirottini in uno stampo da cupcake e con una sac-à-poche dosate l’impasto ricoprendo fino a poco più della metà dei pirottini. 
Infornate i pirottini in forno ventilato a 160° per 25/30 minuti. 
A cottura ultimata sfornate le basi e lasciateli raffreddare. Procedete con la preparazione della crema per guarnire i cupcake. Versate in una ciotola capiente la panna montata. 
Su un tagliere ponete la bacca di vaniglia, con un coltello apritelo incidendolo ed asportate i semi di vaniglia, uniteli alla panna e montatela fino a che non sarà spumosa ma solida. 
Incorporate lo zucchero a velo setacciandolo ed infine la nutella. Coprite la crema con la pellicola e lasciatela riposare in frigo per circa 1 ora. Quando sarà rassodata inserite la crema in una sac-à-poche e riempite la superficie del cupcake. 
Decorateli e guarniteli a vostro piacere.




Vi assicuro che una merenda con un bel tea caldo ed uno di questi splendidi cupcake riscalda il cuore e rende più sopportabili le temperature che tra poco dovremo sopportare. Inoltre, se dovrete occuparvi di realizzare una torta per un evento, sistemando questi favolosi dolcetti su di una alzata, farete una splendida figura. Ogni invitato avrà la sua parte di torta e non sarete costretti a distruggere una torta per fare le fette o a dividerla in parti che non sono mai una uguale all’altra.
Insomma… Buona, di grande effetto e comoda. 
Un dolcissimo abbraccio. E

 “Ogni volta dico a me stesso che è l’ultima volta, ma poi sento il profumo della sua cioccolata calda… Le conchiglie di cioccolato! Così piccole, così semplici, così innocenti. Pensai: oh, solo un piccolo assaggio non può far niente di male! Ma poi scoprii che erano ripiene di ricco, peccaminoso... E si scioglie… Dio mi perdoni, si scioglie così lentamente sulla lingua e ti riempie di piacere!” 
(Tratto dal film Chocolat)

09/10/15

EVVIVA GLI ARTIGIANI DI "COSE" BELLE

EVVIVA GLI ARTIGIANI DI "COSE" BELLE

09/10/15


Sono pronta per riferirvi una delle novità, ma prima vi svelo un segreto… Ovunque io sia, qualora incontrassi sul mio cammino un mercatino dell’artigianato, un’esposizione di produttori locali o artisti, scultori, … non sono in grado di ignorare il tutto e procedere per la mia strada. Quindi, mi soffermo su tutto quanto queste persone riescono ad offrirmi domandando agli artigiani l’impossibile e l’insvelabile. Senza trascurare che l’acquisto di un loro oggetto mi rende più felice di una bambina il giorno di Natale. Sono matta? Mah… non penso... credo semplicemente di avere profonda ammirazione per questi artisti! 
Sta di fatto che ho pensato ad una cosa e mi sono domandata: “sarò l’unica ad essere pazza per l’artigianato?” Penso di no! E per questa ragione eccomi qua: mi piacerebbe ogni tanto proporvi un artigiano/a che con le proprie mani crea "qualcosa", o che da un’idea trasforma in elementi meravigliosi ciò a cui noi non "avremmo dato cinque lire!". 
Parlo anche di un artigiano innovativo. Unico comune denominatore è sempre la casa. In questo però mi dovrete aiutare anche voi. L’Italia è grande e meravigliosa ma sarebbe un peccato non riuscire a toccare tutte le Regioni e gli artisti presenti in esse, per cui, se qualcuno di voi conoscesse artigiani capaci, non esiti a scrivermi e a consigliarmeli. Scrivetemi un’email all’indirizzo: scosebelle@gmail.com, oppure contattatemi via facebook. Sarà interessante scoprirli ed entrare in contatto con un mondo geniale. Io non ho la fortuna di avere una manualità speciale ma vorrei poter essere una piccolissima vetrina per loro e per i nostri occhi. Ribadisco l'unico limite: vorrei che fossero artigiani di qualunque oggetto purché dedicato alla casa! 
Vi piace come idea? Spero di sì e spero che non mi facciate sentire sola nella mia strana pazzia per l’artigianato. 
Un abbraccio. E




“I grandi lavori d’arte sono come i lavori della natura, veri come le montagne, i ruscelli e i prati” 
Goethe

01/10/15

CONSIGLI A TAVOLA ... APPARECCHIARE SERENITA'

CONSIGLI A TAVOLA ... APPARECCHIARE SERENITA'

01/10/15




A chi di voi è capitato di trovarsi a dover preparare un pasto formale a qualcuno per il quale desiderava fare “bella figura” e di andare un pochino in panico? A me sì… alcune volte mi sono ritrovata, soprattutto per lavoro, a dover invitare a cena o a pranzo persone con cui ho rapporti esclusivamente professionali. Questa qualifica complica tutto quanto. Da che la preparazione di un qualunque pasto normalmente mi diverte, per questa categoria di persone la mia mente viene intralciata dai mille se e i tanti ma. Superato l’ostacolo del menù, per il quale consiglio di informarsi prima dell’appuntamento riguardo ad eventuali intolleranze o allergie, onde evitare disagi che potrebbero rovinare tutto il proseguo, devo ammettere che il panico, in passato, lo provavo soprattutto nell’apparecchiare la tavola. 
Mi ritrovavo infatti davanti alla tavola spoglia senza riuscire a capire se, come solitamente sistemavo le posate, fosse corretto o se le mettessi come capitava. I dubbi sono persistiti fino a che…un lungo interrogatorio alla mamma, alle sorelle ed una consulenza su libri ed internet mi hanno rassicurata! 
Devo ammettere che fu consolatorio comprendere che la disposizione delle posate fosse corretta, ma sconfortante risultò scoprire che utilizzavo (e continuo a farlo) solo la metà delle posate e dei bicchieri che nell’apparecchiatura chic si dovrebbero usare. Premetto che non sono una cultrice del bon ton, e che su internet o in libri dedicati alla materia troverete molti esperti che descrivono perfettamente come comportarsi a tavola. 
Vorrei, però, in queste poche righe fissare alcune regole che non guastano mai e che vanno bene per chiunque sia l’invitato. Io le seguo sempre e sinceramente mi hanno aiutata, soprattutto a non farmi sorgere più dubbi sulle posate… 
Partendo dal centro della singola postazione, sistemate: sottopiatto, piatto piano, piatto fondo e il piatto da antipasto. Il piatto per l’antipasto a volte risulta essere di forma non coincidente con quello fondo, al punto che non riesce ad essere sistemato comodamente al suo interno, pertanto, mi capita di sistemare la fondina solo successivamente all’aver consumato l’antipasto. 
Sul lato sinistro in alto sistemate il piattino per il pane (trés chic), vi evita tutte quelle briciole sparpagliate. 
Nei lati sistemate: le forchette a sinistra in progressione d’uso (le più lontane dal piatto sono quelle che verranno impugnate per prime) e a destra il coltello con la lama all’interno ed il cucchiaio, se necessario. 
Sulla parte alta del piatto collocate le posate da frutta /dessert. Il tovagliolo deve essere sistemato al centro o alla destra del piatto, piegato a triangolo o a rettangolo onde evitare di manipolarlo eccessivamente rendendolo poco igienico. Per quanto riguarda i bicchieri, posizionate in alto a destra a partire dall’interno quello per l’acqua, poi quello per il vino ed infine il flute per il vino che accompagnerà il dolce. 
Ricordatevi di lasciare lo spazio adatto tra i commensali, permettendo loro di girarsi liberamente da un lato e dall’altro senza dover sbattere i gomiti contro gli altri invitati. 
Ritengo che giusta cornice in una tavola sia data da un bel centrotavola, non troppo alto al fine di non impedire la conversazione, e da un ferma tovagliolo sobrio. 
Questi due elementi renderanno la vostra tavola ancora più curata! Io devo ammettere che rispetto a queste mere formalità materiali, penso che la cosa più importante a tavola sia l’educazione: non sopporto infatti il cellulare sul tavolo, il fumo e il piluccare le pietanze da tutti i piatti. 
So che non bisognerebbe augurare “buon appetito” a tavola ma io proprio non riesco ad assecondare questa regola del bon ton, per cui, auguro a tutti dopo queste fatiche per i preparativi, meravigliose conversazioni, grandi risate ed un gustosissimo buon appetito! 

Un abbraccio. E.





"Invitare qualcuno a pranzo significa occuparsi della sua felicità finché sarà sotto il nostro tetto.”

Anthelme Brillat Savarin

24/09/15

VEDERE OLTRE

VEDERE OLTRE

24/09/15


Io trovo molto affascinante l’essere in grado di inventare un utilizzo nuovo e diverso agli oggetti inutilizzati. Da quando ho una casa mia e budget a disposizione sempre limitati per l’acquisto di elementi nuovi per arredarla, sovente mi è capitato di riadattare oggetti inutilizzati rendendoli utili alle mie necessità ed allo stesso tempo molto economici per le mie tasche (che non guasta mai). Per puro caso ho trovato a casa dei miei genitori una vecchissima scaletta (pensavo lo fosse!) usurata dal tempo. 
Diciamo che i tarli avevano trovato in quei dieci legnetti il loro luogo di vacanza perfetto. 
Considerato che, avevo necessità di avere un porta asciugamani in bagno, e lungi da me voler bucare le pareti, dovevo trovare assolutamente una soluzione che soddisfacesse le mie tante esigenze. Ecco che la scaletta diviene nella mia mente e ai miei occhi il mio perfetto porta asciugamani.Ebbene sì, da una scala malandata ho cercato di ricavarne (con il prezioso aiuto di mio marito) l’oggetto di cui necessitavo. 
Il primo passaggio è stato pulire la scaletta e man mano che strofinavo il panno sui pioli mi rendevo conto di quanti, non semplici buchi ma solchi le tarme erano riuscite a creare, disegnando un’infinità di viuzze che rendevano il legno un continuo sali e scendi al tatto. 
Utilizzare uno stucco per legno e riempire quelle incisioni era sicuramente l’unica cosa da fare per ottenere la scaletta nuovamente liscia ed uniforme, ma a me quei disegni creati dal trascorrere del tempo non dispiacevano affatto, anzi, sembravano incisi appositamente per creare un motivo rendendo meno monotono il legno. Per cui, ho deciso di lasciarli così! Preferivo che raccontassero una storia. 
Dopo averla pulita è stata la volta di un antitarlo specifico, disteso a pennello su tutta la superficie ed insistendo particolarmente nei solchi. 
Una volta asciugato il prodotto, ho applicato l’impregnante all’acqua trasparente distendendolo con cura. 
Terminati questi due passaggi mi sono dedicata al colore. Le mie tonalità preferite ormai le conoscete, ma voi potete utilizzare qualunque colore vi piaccia. 

Io ho utilizzato una vernice bianco latte che ho applicato per due passate. Una volta asciugato il colore, con una carta abrasiva non troppo aggressiva ho carteggiato in alcune zone creando punti d’ombra che richiamassero un pochino l’effetto decapato. 
Il risultato a me piace molto ed è proprio come mi immaginavo vedendola ancora sporca ed abbandonata. 
Per renderla maggiormente decorativa ho recuperato alcuni vecchi asciugamani ingialliti dagli anni e li ho disposti sui pioli, non saranno utili ma riportano a quel sapore antico. 
Sebbene la mia scaletta sia estremamente shabby, l’ho inserita in un bagno molto moderno. Il contrasto che questi due stili opposti creano è speciale. La modernità e l’antichità rivisitata che si incontrano. Una favola in tutti i sensi… 

Un abbraccio. E.






P.S. : Solo successivamente ho scoperto che quella che io definivo una vecchia scaletta è in realtà un attrezzo che i contadini utilizzavano per trasportare l’erba tagliata, il fieno o la paglia da un luogo all’altro, appoggiandola sulle spalle di due persone e mettendo il loro raccolto su di essa… 
Questo a mio parere la rende ancora più speciale! 

 “La bellezza di un oggetto deriva in buona misura dalla sua patina. 
Più che la frattura tra antico e moderno, ciò che dà consistenza alla nostra vita e la rende accettabile è la patina del tempo. La certezza che le cose e i luoghi deperiscono serenamente. È questa una “decrescita” estetica, un principio che vede nella caducità la traccia della loro bellezza.”
(Roberto Peregalli, I luoghi e la polvere , 2010) 

Vi auguro di provare questo conforto e soprattutto un gran piacere al palato. 
Un abbraccio. E.

10/09/15

LA QUICHE LORRAINE

LA QUICHE LORRAINE

10/09/15


Se devo trovare un senso di libertà, la giusta tranquillità o se ho voglia di scappare qualche giorno da tutto e tutti, non ho esitazione nel dire che la mia meta preferita è la Francia. Che sia il nord, il sud o il centro io la trovo sempre affascinante. Pur adorando e mettendo al primo posto di qualunque classifica la mia adorata Italia, considero: il paesaggio, i profumi, i sapori ma soprattutto le caratteristiche case provenzali e lo charme tipico che le caratterizza, divini! Parlando dei sapori, ora vorrei soffermarmi a descrivere a mio parere “IL” sapore che mi riporta costantemente sulle spiagge della Costa Azzurra, nelle gite in canoa nel bel mezzo del Verdon, a Montmartre o nel bel mezzo della bassa marea a Mont Saint Michel. 
Il sapore di cui parlo è la QUICHE LORRAINE, una ricetta tipica della tradizione gastronomica Francese. Quando la preparo preferisco utilizzare le formelle monoporzione, poiché mi permettono di raggiungere la perfetta cottura, rendendomi la pasta croccante in ogni punto e di conseguenza rimanendo compatta è sicuramente più presentabile ai commensali. A mio parere risulta essere la torta salata più adatta per un pranzo veloce: gustosa, compatta e sostanziosa o per una cena sofisticata magari accompagnata da una colata di fonduta. Da quando esiste internet ho letto e cucinato moltissime versioni di questa quiche, ma io ho sempre preferito la ricetta che mia sorella Sabina ricevette molti anni fa da una panettiera francese. La base è la pasta brisè, un impasto tipico francese, croccante e versatile, utilizzabile per preparare moltissime varianti di torte salate o di antipasti sfiziosi. 
La preparazione di questa quiche è semplicissima , spero possiate gradirla. 
 PASTA BRISE’ 
Ingredienti per 6 persone:

200 gr. farina tipo 00 
100 gr. burro 
70 ml. acqua ghiacciata 
sale – q.b. 

 Procedimento: 

Sulla spianatoia disporre la farina, un pizzico di sale ed il burro freddo a tocchetti, a poco a poco versare l’acqua ed impastare. Quando otterrete un composto compatto ed omogeneo, formare una palla ed avvolgetela nella pellicola. Riponetela in frigorifero a riposare almeno per 1 ora. Solo dopo potrete distenderla. 

 QUICHE LORRAINE 
 Ingredienti per 6 persone: 
Pasta brisé (vedi ricetta sopra oppure utilizzare i rotoli già pronti e disponibili al supermercato) 
200 ml panna liquida (meglio se Crème fraìche) 
200 gr. pancetta 
 2 uova 
100 gr. parmigiano 
pepe - q.b. 

 Procedimento: 

In una casseruola unire la panna ed il parmigiano grattugiato e fatelo sciogliere sul fuoco a fiamma bassissima, sempre mescolando. Togliere la casseruola dal fuoco ed unite i due tuorli, precedentemente sbattuti per bene. 
Rimettete il composto sul fuoco, quando comincerà a rapprendersi spegnete la fiamma e fatelo raffreddare. 
Montate a neve ben ferma le chiare e amalgamatele al composto delicatamente. 
Tagliate a cubetti la pancetta e fatela soffriggere in una padella, una volta divenuta croccante e dorata unitela al composto ed aggiungete il pepe a piacimento. 
Stendete la pasta brisé in una teglia, o se preferite in più formelle. 
Con una forchetta bucherellate la base, poi copritela con il composto. 
Scaldate il forno ventilato a 180° ed infornate per 20 minuti. Io normalmente la lascio qualche minuto in più in forno perché la preferisco croccante.


"Lo sai perché mi piace cucinare?" "No, perché?" "Perché dopo una giornata in cui niente è sicuro, e quando dico niente voglio dire n-i-e-n-t-e, una torna a casa e sa con certezza che aggiungendo al cioccolato rossi d’uovo, zucchero e latte l’impasto si addensa: è un tale conforto!" 
(dal film "Julie & Julia") 

 Questa è la stessa sensazione che provo quando cucino e gusto questa adorata quiche, pur essendo a casa nel pieno del tran tran lavorativo riesce a confortarmi e trasportarmi: nei campi profumati di lavanda in Provenza, nelle fresche Gole del Verdon, nelle spiagge assolate della Costa Azzurra e tra le vie della romantica Parigi… Vi auguro di provare questo conforto e soprattutto un gran piacere al palato. 
Un abbraccio. E.

03/09/15

DIVANO IN STILE SHABBY

DIVANO IN STILE SHABBY

03/09/15


Bentornati a tutti e buon proseguimento a chi le vacanze le sta ancora vivendo. Sono tanto felice di avere finalmente ripreso a scrivere e anche di avere ripreso i ritmi della mia vita normale, che devo ammettere, non mi dispiacciono per niente. Dunque… Penso che a tutti sia capitato nella vita di ricevere almeno un regalo inaspettato. Bene, nel 2012 ho ricevuto in dono un oggetto che fin da piccina trovavo bellissimo e ammiravo nei film d’epoca (che tra l’altro adoro) ed in alcune case delle bambole… avete presente quelle in miniatura da appendere all’interno di piccole vetrinette? Sto parlando di un antico divano in ferro battuto. In realtà, pur trovandolo tanto grazioso, mi sono sempre chiesta quanto potesse essere comodo, soprattutto paragonandolo ai divani super moderni di oggi... Dopo averlo testato posso confermare che la comodità è ben altra cosa. Quando me lo hanno regalato, a prima vista non era proprio come lo avevo sognato, infatti, il telaio di ferro era di colore nero e l’imbottitura era rivestita da un tessuto floreale a mio parere orrendo. Nonostante il primo impatto non sia stato dei migliori, finalmente avevo il divano che tante volte avevo ammirato e sognato di avere in casa! Ho impiegato un po’ di tempo prima di decidere come lo avrei voluto trasformare, ma considerata la mia passione per i colori tenui e delicati ero certa che l’avrei cambiato rendendolo completamente l’opposto di com’era. Il primo passo è stato scegliere lo smalto da utilizzare per verniciare il telaio: la scelta è naturalmente caduta su uno splendido colore avorio! Solo a lavoro ottimato sono, invece, riuscita a ragionare riguardo il tessuto da utilizzare per ricoprire l’imbottitura. I tessuti passati in rassegna dalla sottoscritta sono stati moltissimi: fantasie di tutti i tipi, colori accesi o meno, ma, giunti alle tinte unite colore sabbia, beige, tortora, grigio ho compreso la mia scelta…beige luminoso! Che ne pensate? Io lo adoro, e avendolo posizionato nel mio studio, lo ammiro amorevolmente proprio come ho sempre fatto quando lo intravedevo in un film o in uno splendido salone in miniatura…



Alcune informazioni: 
Se vi troverete anche voi a dover scegliere o uno smalto o una pittura, sappiate che esiste una macchina meravigliosa – il tintometro – vi permette di creare il prodotto scegliendo da specifiche mazzette colori all’interno delle quali troverete centinaia di tonalità. Inoltre, esiste un ulteriore strumento – lo spettrofotometro – che vi consente di riprodurre la colorazione che più vi piace ottenendola direttamente da un qualunque supporto del colore che vorrete adoperare. 
Per esempio, io ho utilizzato un pezzo di una persiana dalla quale sono riusciti ad estrapolarmi l’esatta colorazione… Per quanto riguarda il tessuto utilizzato per il mio divano, ho optato per una stoffa molto più consistente e grossolana, considerando l’utilizzo per il quale viene impegnato: sfregamenti…pesi… per cui attenzione, non è come una tenda che rimane appesa e ben distesa! 
Ultima informazione: divertitevi tanto! 
Un abbraccio. E.


14/08/15

SOLO VACANZE BELLE PER TUTTI

SOLO VACANZE BELLE PER TUTTI

14/08/15




E' finalmente giunto il mio piccolo periodo di vacanza. Mi assenterò per un pochino dallo scrivere, ma occuperò questi giorni, non solo a riposare, ma anche nella ricerca di qualche novità per la mia e vostra casa. Oggi scrivo semplicemente per augurarvi un sereno riposo e soprattutto che le vostre vacanze possano essere fonte di ispirazione per il vostro futuro. Per cui tante "cose" belle e tante "vacanze" belle a tutti!
 Un abbraccio. E.

06/08/15

CASA E' ... MUSICA VAGABONDA

CASA E' ... MUSICA VAGABONDA

06/08/15


Ben arrivato agosto! Agosto è senza ombra di dubbio il mese in cui si viaggia di più, e si cerca di stare il meno possibile a casa: che sia una gita di un giorno, alcuni giorni, una settimana o più, la maggior parte di noi sentirà quella splendida sensazione di libertà che solo un viaggio può regalarci. Durante i miei viaggi cerco di scoprire la musica tradizionale del luogo che visito. Molti di noi non considerano questo aspetto ignorando la grande cultura che portano con sé i ritmi ed i suoni locali. Vi consiglio di farci caso e vi meraviglierete al punto che, sarà un tassello che per ogni vostro successivo tour sarete obbligati a considerare. Nonostante questa mia personale ricerca, ogni mio viaggio è accompagnato da una playlist contenente brani che negli anni mi hanno seguita durante le mie vacanze e che all’ascolto delle prime battute riescono a rievocare spiagge, sabbia, sole,… pur ritrovandomi nel grigiore della Pianura Padana durante il mese di febbraio! Insomma, gironzolando per il mondo o per la nostra splendida Italia porto sempre con me questo pezzetto di casa. In realtà ne ho una per ogni periodo dell’anno, ma oggi vi svelo solo i brani che caratterizzano le mie estati (eccetto alcuni decisamente recenti). Non aspettatevi nulla di musicalmente complicato, anzi! Semplicemente, se non avete la fortuna di essere in vacanza, chiudete gli occhi e fatevi trasportare da questi suoni leggeri, immaginando di essere dove vorreste tanto trascorrere qualche giorno se solo vi fosse concesso. Auguro a tutti voi di partire senza programmare tutto, lasciando un po’ di spazio al CASO, che a me personalmente stupisce sempre. Buon viaggio! 
Un abbraccio. E. 

 Playlist vagabonda


 Hotel California: Eagles - 1976 
Alghero: Giuni Russo – 1986 
Il cielo d’Irlanda: Fiorella Mannoia - 1992 
What's Up: 4 No Blondes - 1993 
Lemon Tree: Fool's Garden - 1995 
Torn: Natalie Imbruglia - 1997 
High: Lighthouse Family - 1997 
Try: Macy Gray - 1999 
Shimbalaie: Maria Gadù - 2009 
Buon viaggio (Share the love): Cesare Cremonini - 2015




“Viaggiare deve comportare il sacrificio di un programma ordinario a favore del caso, la rinuncia del quotidiano per lo straordinario, deve essere una ristrutturazione assolutamente personale alle nostre convinzioni” 
Hermann Hesse

31/07/15

BENVENUTI

BENVENUTI

31/07/15


Ogni volta che invito qualcuno a casa mia, adoro coccolare un po’ i miei invitati. Non solo per educazione, ma soprattutto come segno di accoglienza. Considerato che oggi desidero dare a tutti voi il mio benvenuto, ho deciso di coccolarvi un pochino con un dolce fresco magari da degustare all'ombra di un accogliente porticato o di uno splendido balcone ammirando il panorama circostante. Per cui, sperimentiamo insieme uno di quei sapori estivi di cui nelle calde giornate d’estate io non posso proprio farne a meno: la menta! Questo dolce mi ricorda molto la mia infanzia, quando mia sorella preparava a me ed ai miei fratelli la nostra merenda estiva preferita: un bel bicchiere di latte e menta! 


 Dolce al cucchiaio al sapore di menta e cioccolato 


 Ingredienti per 4 persone:

 ½ litro di latte 
½ bicchiere di sciroppo di menta 
50 g di zucchero 
30 g di maizena 
1 foglio ½ di gelatina 
50 g di cioccolato fondente



Procedimento:

Scaldare il latte. In una pentola versarvi direttamente lo sciroppo di menta, la maizena e lo zucchero ed amalgamate bene. Quando il latte sarà caldo aggiungetelo e mescolate lentamente. In un bicchiere d’acqua lasciate in ammollo la gelatina qualche minuto. Accendete il fuoco e mescolate il composto unendo la gelatina dopo averla strizzata. Togliete dal fuoco non appena vedrete il primo bollore emergere. Versate il contenuto della crema negli stampini e lasciate raffreddare. Sopra un tagliere, sminuzzate grossolanamente il cioccolato fondente che prima di lasciare a riposo la crema nel frigorifero verserete al centro di ogni stampino (mi raccomando di fare questa operazione quando la crema si sarà raffreddata). Tenete in frigorifero per circa tre ore dopodiché gustatela, è piacevolmente fresca e golosa!



Con questa ricetta auguro a tutti, ciò che amo augurare a chi mi vuole bene.BUONA VITA. 
Un fresco abbraccio. E.


Desidero augurare un BUONA VITA speciale a Simona di http://www.mapetithome.com/ una splendida professionista che mi ha aiutata a realizzare questo blog, comprendendo cosa volevo ottenere graficamente interpretando le mie confusionarie volontà! 
Grazie. Buona Vita Simona!