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13/02/16

ALLA RICERCA DEL TESORO

ALLA RICERCA DEL TESORO

13/02/16



Cassetta del tesoro” shabby chic




Fin da bambina hanno attirato la mia attenzione valige, bauli e scatole, infatti, non appena ne scovo uno particolare difficilmente riesco a resistere senza portarlo a casa. L’unica cosa che mi tiene è il prezzo sempre più alto di questi oggetti che ultimamente stanno tornando molto di moda. Un giorno girovagando in Torino, ammirando una vetrina ho intravisto qualcosa di famigliare. Un baule tipico dei film in cui ragazzi avventurosi vanno alla ricerca del tesoro che scoveranno negli abissi marini oppure in tombe antichissime. Sì il classico baule lineare con semplicemente due maniglie laterali. In quel momento mi sono ricordata che mia mamma me ne aveva regalato uno molto simile in cui riponevo alcuni cd ma che a seguito del trasloco post matrimonio ho dimenticato a casa dei miei genitori. Non appena rientrata a casa ho provveduto a recuperarlo immediatamente. Da lì le idee mi sono balzate in testa. Avevo in mente di modificarlo in un modo molto “artistico” ma resami conto del mio non amore delle cose troppo elaborate ho preferito di ritoccarlo un pochino affinchè potessi utilizzarlo nella mia casa. Il risultato? Giusta sobrietà. Il primo passo è stato quello di togliere quei cerchi/ganci metallici nella parte davanti ed identica cosa è stata fatta per la chiusura della cassetta. Poi dopo aver carteggiato tutta la superficie ho passato due mani di vernice per legno colore bianco. Una volta asciugata la vernice ho leggermente carteggiato in alcuni punti dando quell’effetto vissuto che a me piace tanto. Al posto di quel gancio nero sono andata alla ricerca di un pomello che mi piacesse. Ne ho visti tantissimi ma alla fine la scelta è ricaduta su quest’importante rosa di ceramica di colore beige lucido, talmente ben rifinita che sembra vera. Che ne pensate? Trovo che sia un oggetto che risolve un angolo anonimo della casa. Oltretutto può essere molto utile; può contenere oggetti o su di esso è possibile appoggiare riviste, libri rendendolo un piano d’appoggio. E perché non renderlo il Principe dell’angolo anonimo di casa appoggiandogli solo un oggetto per noi simbolico? Il mio? Un mappamondo naturalmente! Voi quale tesoro nascondereste? 
Un abbraccio. E





“Seconda stella a destra Questo è il cammino E poi dritto, fino al mattino Poi la strada la trovi da te Porta all’isola che non c’è.” 

L’isola che non c’è – Edoardo Bennato

24/09/15

VEDERE OLTRE

VEDERE OLTRE

24/09/15


Io trovo molto affascinante l’essere in grado di inventare un utilizzo nuovo e diverso agli oggetti inutilizzati. Da quando ho una casa mia e budget a disposizione sempre limitati per l’acquisto di elementi nuovi per arredarla, sovente mi è capitato di riadattare oggetti inutilizzati rendendoli utili alle mie necessità ed allo stesso tempo molto economici per le mie tasche (che non guasta mai). Per puro caso ho trovato a casa dei miei genitori una vecchissima scaletta (pensavo lo fosse!) usurata dal tempo. 
Diciamo che i tarli avevano trovato in quei dieci legnetti il loro luogo di vacanza perfetto. 
Considerato che, avevo necessità di avere un porta asciugamani in bagno, e lungi da me voler bucare le pareti, dovevo trovare assolutamente una soluzione che soddisfacesse le mie tante esigenze. Ecco che la scaletta diviene nella mia mente e ai miei occhi il mio perfetto porta asciugamani.Ebbene sì, da una scala malandata ho cercato di ricavarne (con il prezioso aiuto di mio marito) l’oggetto di cui necessitavo. 
Il primo passaggio è stato pulire la scaletta e man mano che strofinavo il panno sui pioli mi rendevo conto di quanti, non semplici buchi ma solchi le tarme erano riuscite a creare, disegnando un’infinità di viuzze che rendevano il legno un continuo sali e scendi al tatto. 
Utilizzare uno stucco per legno e riempire quelle incisioni era sicuramente l’unica cosa da fare per ottenere la scaletta nuovamente liscia ed uniforme, ma a me quei disegni creati dal trascorrere del tempo non dispiacevano affatto, anzi, sembravano incisi appositamente per creare un motivo rendendo meno monotono il legno. Per cui, ho deciso di lasciarli così! Preferivo che raccontassero una storia. 
Dopo averla pulita è stata la volta di un antitarlo specifico, disteso a pennello su tutta la superficie ed insistendo particolarmente nei solchi. 
Una volta asciugato il prodotto, ho applicato l’impregnante all’acqua trasparente distendendolo con cura. 
Terminati questi due passaggi mi sono dedicata al colore. Le mie tonalità preferite ormai le conoscete, ma voi potete utilizzare qualunque colore vi piaccia. 

Io ho utilizzato una vernice bianco latte che ho applicato per due passate. Una volta asciugato il colore, con una carta abrasiva non troppo aggressiva ho carteggiato in alcune zone creando punti d’ombra che richiamassero un pochino l’effetto decapato. 
Il risultato a me piace molto ed è proprio come mi immaginavo vedendola ancora sporca ed abbandonata. 
Per renderla maggiormente decorativa ho recuperato alcuni vecchi asciugamani ingialliti dagli anni e li ho disposti sui pioli, non saranno utili ma riportano a quel sapore antico. 
Sebbene la mia scaletta sia estremamente shabby, l’ho inserita in un bagno molto moderno. Il contrasto che questi due stili opposti creano è speciale. La modernità e l’antichità rivisitata che si incontrano. Una favola in tutti i sensi… 

Un abbraccio. E.






P.S. : Solo successivamente ho scoperto che quella che io definivo una vecchia scaletta è in realtà un attrezzo che i contadini utilizzavano per trasportare l’erba tagliata, il fieno o la paglia da un luogo all’altro, appoggiandola sulle spalle di due persone e mettendo il loro raccolto su di essa… 
Questo a mio parere la rende ancora più speciale! 

 “La bellezza di un oggetto deriva in buona misura dalla sua patina. 
Più che la frattura tra antico e moderno, ciò che dà consistenza alla nostra vita e la rende accettabile è la patina del tempo. La certezza che le cose e i luoghi deperiscono serenamente. È questa una “decrescita” estetica, un principio che vede nella caducità la traccia della loro bellezza.”
(Roberto Peregalli, I luoghi e la polvere , 2010) 

Vi auguro di provare questo conforto e soprattutto un gran piacere al palato. 
Un abbraccio. E.

03/09/15

DIVANO IN STILE SHABBY

DIVANO IN STILE SHABBY

03/09/15


Bentornati a tutti e buon proseguimento a chi le vacanze le sta ancora vivendo. Sono tanto felice di avere finalmente ripreso a scrivere e anche di avere ripreso i ritmi della mia vita normale, che devo ammettere, non mi dispiacciono per niente. Dunque… Penso che a tutti sia capitato nella vita di ricevere almeno un regalo inaspettato. Bene, nel 2012 ho ricevuto in dono un oggetto che fin da piccina trovavo bellissimo e ammiravo nei film d’epoca (che tra l’altro adoro) ed in alcune case delle bambole… avete presente quelle in miniatura da appendere all’interno di piccole vetrinette? Sto parlando di un antico divano in ferro battuto. In realtà, pur trovandolo tanto grazioso, mi sono sempre chiesta quanto potesse essere comodo, soprattutto paragonandolo ai divani super moderni di oggi... Dopo averlo testato posso confermare che la comodità è ben altra cosa. Quando me lo hanno regalato, a prima vista non era proprio come lo avevo sognato, infatti, il telaio di ferro era di colore nero e l’imbottitura era rivestita da un tessuto floreale a mio parere orrendo. Nonostante il primo impatto non sia stato dei migliori, finalmente avevo il divano che tante volte avevo ammirato e sognato di avere in casa! Ho impiegato un po’ di tempo prima di decidere come lo avrei voluto trasformare, ma considerata la mia passione per i colori tenui e delicati ero certa che l’avrei cambiato rendendolo completamente l’opposto di com’era. Il primo passo è stato scegliere lo smalto da utilizzare per verniciare il telaio: la scelta è naturalmente caduta su uno splendido colore avorio! Solo a lavoro ottimato sono, invece, riuscita a ragionare riguardo il tessuto da utilizzare per ricoprire l’imbottitura. I tessuti passati in rassegna dalla sottoscritta sono stati moltissimi: fantasie di tutti i tipi, colori accesi o meno, ma, giunti alle tinte unite colore sabbia, beige, tortora, grigio ho compreso la mia scelta…beige luminoso! Che ne pensate? Io lo adoro, e avendolo posizionato nel mio studio, lo ammiro amorevolmente proprio come ho sempre fatto quando lo intravedevo in un film o in uno splendido salone in miniatura…



Alcune informazioni: 
Se vi troverete anche voi a dover scegliere o uno smalto o una pittura, sappiate che esiste una macchina meravigliosa – il tintometro – vi permette di creare il prodotto scegliendo da specifiche mazzette colori all’interno delle quali troverete centinaia di tonalità. Inoltre, esiste un ulteriore strumento – lo spettrofotometro – che vi consente di riprodurre la colorazione che più vi piace ottenendola direttamente da un qualunque supporto del colore che vorrete adoperare. 
Per esempio, io ho utilizzato un pezzo di una persiana dalla quale sono riusciti ad estrapolarmi l’esatta colorazione… Per quanto riguarda il tessuto utilizzato per il mio divano, ho optato per una stoffa molto più consistente e grossolana, considerando l’utilizzo per il quale viene impegnato: sfregamenti…pesi… per cui attenzione, non è come una tenda che rimane appesa e ben distesa! 
Ultima informazione: divertitevi tanto! 
Un abbraccio. E.