14/11/16

UNA CREATIVITA’ “ANTICA”

UNA CREATIVITA’ “ANTICA”

14/11/16


Momo Monamour Albums



Oggi è sempre più semplice incontrare in qualunque luogo ragazzi, bambini ed adulti con gli occhi puntati su aggeggi elettronici. Io non sono la classica demonizzatrice della tecnologia. Anzi! Ne sono una grande estimatrice. Tuttavia supporto da sempre il mondo splendido della carta e dell’inchiostro, delle foto stampate e delle copertine che ti inducono a comprare solo perché è bella. Indipendentemente dal fatto che quell’oggetto sia un’agenda e ne hai migliaia oppure sia un calendario e a casa oltre a quello che hai già appeso non te ne fai proprio nulla. Ma, la carta e il suo profumo mi attraggono come non mai! L’anno scorso ad un evento dedicato al matrimonio ho incontrato una ragazza molto spigliata e solare che mi ha subito colpita. Monica – Momo Monamour. Era intenta a spiegare a due giovani ragazze con grande entusiasmo le sue creazioni. Maleducatamente ho origliato ed oltre ad essermi accorta del piglio deciso e professionale, mi sono avvicinata maggiormente mentre spiegava da dove recupera le carte che utilizza per la creazione dei suoi album. La ricerca è sicuramente una delle caratteristiche del suo lavoro. Lei rilega album, libri,… senza lasciare nulla al caso. La carta interna (cartoncino 230 gr.) può essere: chiara di colore bianco crema o scura di colore nero. Ma le copertine… quelle sono delle vere opere d’arte! Sono tutte personalizzabili. Utilizza carta che ricerca in giro non solo per l’Italia ma in tutta Europa. I rivestimenti delle copertine sono biologici: carta di cotone, tela, canapa, juta… Sono quasi sempre carte non solo belle alla vista ma anche piacevoli al tatto, sovente hanno motivi in rilievo e decorazioni a seconda del tema e del contenuto: matrimonio, battesimo… un viaggio. Vi lascio alcune immagini che parlano da sé. 



 

























Lei è giovane, intraprendente e professionale. Tutte caratteristiche che ad oggi sembrano scomparse per la maggior parte della gente che commenta sulle nuove generazioni. Questo, vuole essere un piccolo esempio a dimostrazione che di ragazzi con voglia di fare ne è pieno il mondo,è solo sufficiente rendersene conto. E pensate un po’… Ho trovato una giovane ragazza, con il sorriso stampato su ogni parte del suo viso, capace e a cui piace quello che oggi potremmo definire il mondo antico, quasi preistorico! Bravissima Monica! Alle prossime creazioni. 

P.S. Dopo aver conosciuto lei, mi sono iscritta ad un mini corso di rilegatura. Lo so che non si dice, ma… è una figata! Se avete piacere di conoscere la creativa che vi ho appena presentato, la trovate su facebook e instagram come Momo Monamour Albums oppure via email all’indirizzo m.raisa@virgilio.it. Inoltre, è possibile contattarla anche tramite whatsapp al numero 3928034737 

“I computer sono inutili. Essi possono dare solo risposte.” 

Pablo Picasso 

 

02/11/16

DOLCE CONFORTO AUTUNNALE

DOLCE CONFORTO AUTUNNALE

02/11/16


TORTA DI MELE E CANNELLA


   

 L’autunno crea in me voglie irresistibili di sapori zuccherati ma anche piacere nel cucinare dolci impastando con le mani e sniffando profumi di spezie. L’aroma dei biscotti nel forno, di cannella, di caramello e zenzero in questo periodo sono inebrianti e stimolano i ricordi. Io non mangio le mele ma, inspiegabilmente, uno dei dolci che preferisco assaporare nelle stagioni fredde è la torta di mele e cannella. Mi è capitato più volte di mangiarla ma la ricetta che utilizzo io (sono forse troppo presuntuosa), è insuperabile. La rende umida e non stopposa! Ottima accompagnata da una tazza di tea aromatizzato fumante. Provare per credere!  


TORTA MELE E CANNELLA 


Ingredienti:

 700 gr. mele
 2 uova 
200 gr. zucchero 
200 gr. farina 
100 gr. burro 
1 limone 200 ml. 
latte 
1 bustina di lievito 
1 bustina di vanillina 
1 cucchiaio raso di cannella in polvere 
1 pizzico di sale 
Zucchero a velo q.b. 

Preparazione: 

Sbucciare le mele e dopo aver tolto il torsolo, affettatele finemente. Mettetele in un contenitore con il succo di limone al quale avrete precedentemente tolto la buccia. Questa operazione serve per non fare annerire le mele. Miscelate con un frullatore in un altro contenitore: le uova con lo zucchero. Quando lo zucchero si sarà sciolto aggiungete il burro precedentemente sciolto e lasciato raffreddare. Dopodiché unite a mano a mano tutti gli altri ingredienti, la scorza del limone e la cannella, il latte, lo lievito e la vanillina, un pizzico di sale e per ultima versate a pioggia la farina e mescolate con forza. Otterrete un liquido denso a cui andrete ad aggiungere le mele precedentemente sgocciolate dal succo di limone. Imburrate ed infarinate una tortiera e versatevi il composto. Su tutta la superficie cospargetegli dello zucchero mescolato con un po’ di cannella (le dosi sono a vostro piacimento). Cuocete in forno statico già caldo a 180° per circa 55 minuti. Lasciate raffreddare, dopodiché gustatela amorevolmente. Questo è un dolce del conforto. È sufficiente mio marito, il nostro cane Shabby, il camino acceso e una fetta di questo dolce per riuscire a tollerare queste stagioni per me troppo lunghe. Un abbraccio. E

 

 “Delle buone torte di mele sono una parte considerevole della nostra felicità domestica.” 
Jane Austen

20/10/16

TANTI AUGURI A ME!

TANTI AUGURI A ME!

20/10/16



Non ho mai amato festeggiarmi, anzi, ho sempre evitato di farlo. Non mi piace stare troppo al centro dell’attenzione perché mi sembra di perdere il controllo di quanto faccio e sono. Oggi però voglio infrangere la regola che mi sono sempre imposta e festeggiare perché i trent’anni sono un traguardo importante ed io sono felice di esserci arrivata così come sono. In questi anni ho compreso tanto e mi piacerebbe approfittare di questa pagina per creare una sorta di memorandum affinchè nei prossimi anni quando mi perderò per strada o nel caso in cui la demenza senile si facesse sentire, io possa avere ben saldi alcuni punti della mia prima fetta importante di vita. In questi trenta anni ho capito 30 concetti/consapevolezze importanti: 

1 Vivere è tanto strabiliante e sorprendente quanto faticoso e complicato. 
2 Nella vita si cambia e le persone che ci circondano cambiano. 
3 L’insalata e la frutta (non tutti i tipi ma la maggior parte), come non la mangiavo da bambina, continuo a non farlo da adulta. 
4 Le creme anticellulite non servono ad un bel niente perciò risparmia e viaggia 
5 Per non parlare delle maschere per i capelli che sembra abbiano l’esclusivo effetto di sporcarti i capelli e non di migliorarteli per questo risparmia e acquista musica e libri. 
6 Le amicizie da giovane sono una moltitudine e da adulta, se le inviti a cena puoi apparecchiare nello sgabuzzino avanzando ancora dello spazio per ospitare i vicini di casa. 
7 Il gelato lo posso mangiare dal primo giugno al 15 agosto per evitare negli altri giorni dell’anno di ibernare al primo cucchiaino. 
8 La famiglia è il mio fondamentale nucleo del conforto, del confronto e della comprensione. 
9 La felicità ho imparato a trovarla nelle piccole cose che forse da giovanissima neanche consideravo. 10 Ho infranto praticamente tutti i sogni di bambina. 
11 Quei sogni infranti continuano ad essere la mia ossessione perché non voglio che diventino rimpianti. 
12 Illudersi non è più così semplice. 
13 Mio fratello e le mie sorelle sono i migliori amici che io possa avere. 
14 Gli amici che restano sono coloro i quali hanno capito ed accettato pregi e difetti. 
15 Ho toccato e vissuto con mano la paura che paralizza. 
16 Sovente ho cercato di essere coraggiosa non riuscendoci. 
17 Ho visto la malattia portarmi via amici adorati. 
18 Ho visto il malefico destino portarmi via amici adorati. 
19 La mia fede ha vacillato più volte ritornando ad essere più forte di prima. 
20 La malattia continua a terrorizzarmi. 
21 La vita continua ad entusiasmarmi e a rendermi ostinata nel raggiungere traguardi importanti. 
22 Mi hanno più volte detto di vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo ed io più volte non sono riuscita a farlo. 
23 Ho trovato l’amore della mia vita e ogni giorno prego che continui ad essere così sfacciatamente pura e sincera la nostra favola. 
24 Per amore non si deve lottare perché nel momento in cui si alza la guardia per combattere l’amore è già stato in qualche modo violato e piegato della sua leggerezza e purezza. 
25 Le difficoltà sembrano quintuplicarsi ogni anno di più. 
26 Il buon cibo sembra essere una condanna con l’avanzare degli anni… 
27 Lo sport per me continua ad essere ciò che era diversi anni fa. Un’ansia! 
28 La vita mi ha portato a sorprendermi più volte in positivo rispetto a quanto non l’abbia fatto in negativo. 
29 Lamentarsi non porta a nulla ma a volte una carezza ed un sorriso possono aiutare. 
30 La vita ha quel sapore dolce amaro che stuzzica ma che alla fine non vedi l’ora di riassaporare. 

Forse tutti questi punti possono sembrare ridicoli, banali e molto retorici ma a me va bene così. In queste righe sono stata dannatamente sincera e voglio festeggiare così, mettendomi un po’ a nudo con voi per proseguire con la nostra conoscenza. Spero di fare cosa gradita… Io dopo aver fissato i trenta punti fondamentali di questi trenta difficilmente descrivibili anni mi auguro di poter incontrare tutti voi tra dieci anni per fissare un nuovo memorandum della mia vita e per fa sì che si possano ricordare non solo le difficoltà e le cattiverie ma soprattutto quanto ci rende felici di vivere. Tanto auguri a me… Un abbraccio. E 

 “ Sono stupendi i trent’anni, ed anche i trentuno, i trentadue, i trentatré, i trentaquattro, i trentacinque! Sono stupendi perché sono liberi, ribelli, fuorilegge perché è finita l’angoscia dell’attesa, non è cominciata la malinconia del declino perché siamo lucidi, finalmente, a trent’anni! Se siamo religiosi, siamo religiosi convinti. Se siamo atei, siamo atei convinti. Se siamo dubbiosi, siamo dubbiosi senza vergogna. E non temiamo le beffe dei ragazzi perché anche noi siamo giovani, non temiamo i rimproveri degli adulti perché anche noi siamo adulti.”

 Oriana Fallaci

22/09/16

UN VIAGGIO LUNGO UN'ESTATE

UN VIAGGIO LUNGO UN'ESTATE

22/09/16




L’estate appena trascorsa è stata per me molto complicata, carica di impegni e di problemi da risolvere che hanno completamente offuscato quella leggerezza che l’estate porta con sé. Tuttavia ho avuto la fortuna di poter partire per molti brevi viaggi che mi hanno permesso di cambiare prospettiva e di ritornare a sognare e a pensare con maggiore ottimismo. Il viaggio mi aiuta sempre e quest’anno, forse il caso forse il destino, ho avuto l’opportunità di vivere e vedere luoghi meravigliosi. Mare, montagna, campagna,…in tutti i luoghi che ho visitato ero in compagnia del migliore compagno di viaggi che io possa avere e desiderare: “Matteo”. E’ colui che asseconda quasi tutte le mie pazze richieste, che accetta di attraversare mari, montagne e lunghe strade infinite semplicemente condividendo senza vergogna tutte le emozioni di quei momenti. Quindi… ora si parte! Abbiamo visitato dopo diversi anni Napoli e il fascino partenopeo rimane memorabile proprio come l’avevamo lasciato tanti anni fa. Il calore delle persone con quei sorrisi strabilianti pronti ad accoglierti e quel Golfo decantato da tanti artisti, sono rimasti intatti negli anni. Ma cosa ci è rimasto più nel cuore è Spaccanapoli. Tutt’oggi al solo pensiero ci emozioniamo, il decumano inferiore è l’arteria che separa la città in due parti, fatta di tante storie, di simpatiche parole napoletane e di gente. Senza parlare di quello scrigno segreto al suo interno – la strada dei Presepi (Via San Gregorio Armeno) - in cui artisti speciali creano statuette in grado di farti sorridere e commuovere allo stesso tempo ma soprattutto ti fanno realmente credere che Natale sia tutti i giorni.





Abbiamo visitato Taormina e siamo stati rapiti totalmente. L’eleganza è indiscutibile e la vista di cui si può godere da lassù è in grado di cancellare ogni tuo pensiero. Arancini, cannoli, arance, limoni e cedri sono tutto ciò di cui ho bisogno quando sono in Sicilia! Amo la Sicilia!






Il nostro viaggio prosegue per una tappa a cui sono molto affezionata: Malta. Da ragazzina ho avuto la possibilità di visitarla da cima a fondo e questa isola me la porto nel cuore da allora. Da otto anni ormai desideravo portare mio marito nella sua antica capitale: Mdina e finalmente ci sono riuscita! E’ magia! Dalla “moderna” capitale La Valletta, che merita una visita approfondita, si attraversa una parte di isola per una lunga strada ove vi sembrerà di attraversare il Sahara. Dopo il nulla vedrete le antiche mura di questa città fortificata. Viuzze di pietra incorniciate da fiori colorati vi porteranno nel bel mezzo di uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto.






Barcellona! Che dire… la vera fiesta è lì. Se penso a questa città penso al colore ed al sapore! Una rivelazione… non mi aspettavo una città così ordinata e pulita. Anche qui ho fatto incetta di tutte le specialità locali non risparmiandomi neanche un po’. In particolar modo mi sono persa a gustare di tutto al Mercato della Boqueria, coloratissimo come le opere di Gaudì. Da non perdere! Al ritorno la bilancia si è fatta sentire ed io sono ancora qui che tento di perdere i chili presi in quella breve vacanza.






La Provenza è una delle parti di Francia che preferisco. Complice la mia passione per questo Stato ogni volta cerco di scoprire paesini e città nuove. Roussilion è uno di quei paesi che ti lasciano senza fiato. La terra rossa e ocra rende le case simili a sculture in terra cotta. Il Canyon delle Ocre renderà anche la vostra pelle rossa e sembrerete in perfetta simbiosi con il luogo. I campi di lavanda profumeranno il vostro viaggio e renderanno la vista più appagante. L’austerità dell’Abbazia di Senanque ci ha lasciati stupiti e meravigliati. Le Gorge du Verdon ci hanno permesso di vivere in mezzo alla natura rilassati e senza distrazioni, un vero piacere di suoni e di scenari selvaggi.






C’è chi dice che: “Il viaggio si vive tre volte: quando lo sogni, quando lo vivi e quando lo ricordi”. Questo viaggio lungo, vissuto ad intervalli in questa faticosa estate, mi ha permesso di provare a sognare ancora: quando lo organizzavo con il mio compagno di viaggio (che è la mia “cosa” bellissima, per chi non l’avesse ancora capito)…quando ne potevo godere della bellezza e della storia…e quando, ora come ora, lo ricordo e lo condivido con voi… Sognare è il viaggio che tutti noi non dobbiamo mai smettere di percorrere ed io ho ripreso a farlo. Al prossimo viaggio, al prossimo sogno… 

Un abbraccio. E.

01/09/16

BENVENUTO SETTEMBRE

BENVENUTO SETTEMBRE

01/09/16

-Piccolo resoconto dei mesi appena trascorsi-

 


Con l’inizio di questo mese si chiude un’estate difficile ed emozionante e sotto un certo aspetto ne sono felice. Sicuramente mi mancheranno le lunghe giornate di luce, il calore, le vacanze ma sono entusiasta per questa terza parte dell’anno che si avvicina e che sono certa mi regalerà emozioni. Settembre, per me è un po’ come l’inizio di un nuovo anno, è il mese in cui si fanno bilanci e nuove previsioni, si studiano nuovi progetti e si riparte (anche grazie alle vacanze appena trascorse) con molta energia in più. Tuttavia, non si può ripartire senza rivolgere un pensiero a quanto accaduto nei mesi passati traendone spunti per migliorarsi. Ecco il mio breve resoconto: 

 - Ho visitato luoghi meravigliosi ed ho toccato 5 Stati e circa una ventina di città che ho cercato di scoprire e gustare il più possibile. Chi ha seguito la pagina facebook ha potuto seguire una parte del “Solo Cose Belle in tour”. Ho pubblicato solo alcune delle tappe perché vorrei poter dedicare ad alcuni luoghi più spazio, scrivendo più post durante l’anno, permettendomi così di condividere con voi veri e propri itinerari da poter seguire e qualche suggerimento. CONDIVISIONE

  - Questi mesi mi hanno permesso di recuperare molti oggetti soprattutto del passato da trattare donandogli nuova vita. Ho conosciuto molte persone che si sono affidate a me chiedendomi consigli e consulenze per la sistemazione di alcuni mobili, suppellettili e la cura di intere stanze seguendo mie personali ispirazioni e conoscenze. Nello svolgere questi lavori cerco sempre di essere rispettosa della storia e della persona che mi commissiona il lavoro, perché ho compreso che sebbene per me quell’oggetto è ”solo” un tavolo, una credenza o quattro mura, nella realtà racconta sacrifici e storia. Questo fa sì che i risultati del lavoro siano migliori. RISPETTO 

 - Ho avuto modo di imparare che non sempre i sogni si avverano ma che a volte richiedono più tempo prima di avverarsi. Per cui ho capito che devo migliorare nella gestione delle attese. La pazienza non è mai stata il mio forte ma ora è necessario cambiare. TEMPO Trovo che sia una bella idea ripartire dopo queste vacanze facendo un piccolo resoconto di quanto è accaduto fino ad oggi e trovando nuovi stimoli per continuare e migliorarsi. Io cercherò di CONDIVIDERE di più con voi, con i miei amici e la mia famiglia le mie esperienze ed i miei lavori. Cercherò di donare ancora più RISPETTO perché non è mai abbastanza e soprattutto mi sforzerò di donare più TEMPO a me stessa ed ai miei sogni. E voi? Benvenuto settembre! 
Un abbraccio. E

08/08/16

LE MIE OLIMPIADI SONO UNA “COSA” BELLISSIMA.

LE MIE OLIMPIADI SONO UNA “COSA” BELLISSIMA.

08/08/16



-Parole semi serie -


 
Primi tentativi di diventare una ballerina. 

Oggi non sono riuscita a trattenermi dallo scrivere due righe riguardo a ciò che mi sta emozionando tantissimo. Le olimpiadi! Voi penserete, e che c’entra con il cibo, viaggi, musica e casa? C’entra eccome! E’ un pout pourri di emozioni bellissime che anche ad una negata sportiva come me fa un certo effetto vivere. Lo sò è molto strano che io ve ne parli… Chi mi conosce sa che odio praticare sport, e vi assicuro che la palla per me è e rimane qualcosa di intrattenibile nelle mani o nei piedi e che quando mia mamma mi iscrisse ad un corso di pallavolo (su mia esplicita richiesta) dopo due lezioni ho compreso che non era “roba” per me, anzi… Mi sentivo in colpa se a causa mia la squadra poteva subire un punto e la paura di ricevere una pallonata sulla faccia mi costringeva ed essere poco coraggiosa e molto intimorita da quella sfera vagante. Altro appuntamento con lo sport l’ho avuto quando proposi a mia mamma di iscrivermi a danza… Sono durata qualche anno ma l’ultima fila era sempre la mia… Crescendo ho compreso di essere solo l’ideale tappabuchi nei balletti e che la musica mi piaceva cantarla e non ballarla. Decisi di abbandonare la carriera di ballerina. Ah l’acqua! Al corso di nuoto dopo aver imparato a fare le bolle ho deciso di gettare la spugna anche in questa disciplina a causa di un insegnante baffuto e poco paziente che decise di buttare nell’acqua alta una bambina riccioluta e spaventatissima dopo aver visto affogare una ragazza al mare. Diciamo che non è stato il modo migliore per aiutare una bambina traumatizzata, ma a 18 anni ho avuto molto coraggio e ho deciso di iscrivermi a lezioni individuali di nuoto per sconfiggere la paura ed imparare a nuotare. Risultato… Il maestro ha vinto il premio Nobel per la pazienza ed io ho compreso che stare in acqua non è così male ma che preferisco di gran lunga proseguire la mia carriera di balenottera spiaggiata al sole con un libro in una mano e l’ipod alle orecchie. In questa disciplina sono imbattibile! Ma la mia carriera non finisce qui… Vivendo in campagna e non molto lontano dalle strepitose montagne piemontesi e valdostane, i miei genitori decisero di iscrivere me ed i miei fratelli ad equitazione e a qualche lezione di sci discesa… Anche queste discipline, pur esercitandole con qualche paura quali vertigini e terrore che gli strumenti (il cavallo e gli sci) sui quali il mio corpo era posizionato potessero ribellarsi ad esso, le ho praticate per parecchi anni finché ho intuito che il sedersi a tavola in un agriturismo o in una baita fosse mooolto meno pericoloso e moooolto più gratificante. Vi chiederete perché ve ne parlo??? Perché questo è un lato di me che è giusto che conosciate e poichè di me parlo poco ed ho l’impressione che non interessi a nessuno vorrei che nel descrivere il mio pensiero riguardo gare sportive possa avere in futuro una giustificazione nel caso in cui vi parlassi utilizzando termini inappropriati. Insomma… un alibi. Ma ritorniamo alle olimpiadi… con le prime medaglie vinte e le prime immagini di sportivi sconfitti, io mi sono emozionata. Troppo spesso vedo e sento discussioni (anche animate), programmi televisivi e giornali dedicati esclusivamente al calcio ma mai sento discussioni, vedo programmi (eccetto grandi manifestazioni) durante l’anno e giornali dedicati alla miriade di sport praticati da migliaia di ragazzi che sudano in silenzio mesi interminabili per quei pochi secondi di gara che sovente passano in sordina. Io oggi voglio celebrare (a modo mio) il sudore, la compostezza e l’educazione sportiva che quegli atleti mi trasmettono in questi giorni. Vorrei che i genitori facessero vedere quelle immagini ai propri bambini con la speranza che almeno uno di quei bambini chieda in futuro di poter partecipare agli allenamenti di atletica, a corsi di nuoto, alle strabilianti lezioni di ginnastica ritmica e chi più ne ha più ne metta…perché c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Penso di non essere andata fuori tema perché con quelle immagini si stanno celebrando tante cose bellissime! Che si vinca o si perda, si celebra lo sport nella più vera delle definizioni, si celebrano atleti solidali e rispettosi, non si vedono genitori litigiosi sugli spalti ad urlare (nella migliore delle ipotesi) ma soltanto ad incitare ed a piangere con loro qualunque esito si portino a casa. E non finisco qui… si celebrano ragazzi sorridenti…sempre! Vedere per credere. Un abbraccio. E

 
Ultimi tentativi di diventare una ballerina. 

 “[Alle Olimpiadi di Mosca 1980] In finale mi confinarono in ottava corsia, non ero contento, non potevo controllare gli avversari. All’uscita della curva ero penultimo, Wells indemoniato era tre metri avanti. Penso: non avrò altre occasioni. Dodici anni di lavoro e di dolore per niente. Allora riparto, risento tutto, rientro in gara, recupero, vinco, alzo le braccia e il ditino”. 
Pietro Mennea

07/06/16

SCOPRIRE LE CHALK PAINT E SAPERE SCEGLIERE... UN'IMPRESA!

SCOPRIRE LE CHALK PAINT E SAPERE SCEGLIERE... UN'IMPRESA!

07/06/16

 

Qualche hanno fa ho scoperto le vernici “chalk paint” (pittura a base di gesso e marchio registrato da Annie Sloane), un nome complicato per una bomba di prodotto. (Potrebbe essere un perfetto slogan pubblicitario) Sono cresciuta vedendo la mia mamma restaurare i mobili antichi carteggiando ed utilizzando prodotti puzzolenti per rimettere a nuovo meravigliosi ma ormai datati mobili. La mia passione per lo stile shabby chic ha fatto sì che mi ritrovassi a eseguire le stesse azioni che da piccina vedevo fare dalla mia mamma, ma soprattutto ad utilizzare quei prodotti puzzolenti che tanto ho odiato. (Io ho un vero problema con le puzze!). Questa tortura si è conclusa quando ho scoperto le vernici che portano questo nome tanto strano e che mi permettono di realizzare oggetti nello stile che tanto mi piace. Il problema sta non tanto nel conoscere l’utilizzo di questa pittura o di comprendere come eseguire e realizzare uno specifico stile, bensì sapere scegliere quale, tra i tantissimi marchi che producono questa tipologia di prodotto, utilizzare. Io personalmente ne ho testati molti: americani, inglesi ed italiani ma… solo ora dopo tanto tempo ho scovato quello che per me è il migliore: “Shabby Chic Colors”. Strepitosa chalk paint! Il mio già forte amore per questa azienda è aumentato ancor di più quando ho partecipato ad un corso dimostrativo con il proprietario dell’azienda che produce queste italianissime vernici, Marco, tenutosi presso la SeiB – L’angolo di Viri. È stato un sabato pomeriggio meraviglioso.

   

Ecco i passaggi fondamentali per l’applicazione del prodotto: 
• Innanzitutto, per chi non le conoscesse, le pitture Chalk paint sono opache e molto coprenti. Sono a base d’acqua e non hanno alcun odore, per questa ragione possono essere utilizzate tranquillamente in ambienti chiusi. 
• Nonostante queste vernici possano essere applicate direttamente sulla superficie evitando il lungo passaggio della carteggiatura, è sempre preferibile passare velocemente tutta la superficie con della carta vetro a grana fine di modo che non rovini il legno graffiandolo. Questo passaggio aiuta a rimuovere tutto ciò che potrebbe non fare aderire in modo adeguato la pittura. 
• Per un perfetto stile shabby, grattare con la paraffina o la cera di una candela i punti che si desidera avere vissuti. 
• Dopodiché stendere la vernice sulla superficie. 
• Attendere l’asciugatura e carteggiare nei punti in cui si è applicata la paraffina. In tale punto la vernice si toglierà e creerà quello splendido effetto vissuto. 
• Nel caso in cui gradiste l’effetto lavagna, dopo aver applicato il colore ed averlo lascito asciugare, stendete la finitura trasparente e sarà una fantastica LAVAGNA. 
• Ultimo punto… è sempre consigliabile l’applicazione di una finitura: la più classica cera o la finitura opaca Shabby Chic Colors. La finitura si stende semplicemente con il pennello ed è molto comoda. Inoltre, acquistando la finitura vi è in regalo una giusta porzione di indurente da utilizzare per quelle superfici soggette ad un forte attrito o colpi. (ad esempio il piano di un tavolo, una sedia…) Attenzione! Il catalizzatore (l’indurente di prima…) una volta miscelato alla vernice se non applicato tutto in poche ore, indurisce la vernice nel barattolo rendendola inutilizzabile!!! Per chi invece vorrà applicare la cera, ogni tanto è bene riapplicarla con un panno inumidito. Quella della Shabby Chic Colors è profumatissima ed applicarla sarà un vero piacere. Ultimo appunto… Queste vernici sono favolose ma su superfici quali laminati, plastiche o simili…..è necessario applicare il fondo universale prima della chalk paint! Ora non abbiamo più scuse! Pennello in mano, vernice Shabby Chic Colors e si parte!!! 

Un abbraccio. E







“ Come molti mobili sono calchi del corpo umano, forme vuote per accoglierlo così tutto l’ambiente finisce col diventare un calco dell’anima, l’involucro senza il quale l’anima si sentirebbe come una chiocciola priva della sua conchiglia.”

 Mario Praz , La filosofia dell’arredamento – 1945