lunedì 8 agosto 2016

LE MIE OLIMPIADI SONO UNA “COSA” BELLISSIMA.
-Parole semi serie -
Primi tentativi di diventare una ballerina.
Oggi non sono riuscita a trattenermi dallo scrivere due righe riguardo a ciò che mi sta emozionando tantissimo. Le olimpiadi! Voi penserete, e che c’entra con il cibo, viaggi, musica e casa? C’entra eccome! E’ un pout pourri di emozioni bellissime che anche ad una negata sportiva come me fa un certo effetto vivere. Lo sò è molto strano che io ve ne parli… Chi mi conosce sa che odio praticare sport, e vi assicuro che la palla per me è e rimane qualcosa di intrattenibile nelle mani o nei piedi e che quando mia mamma mi iscrisse ad un corso di pallavolo (su mia esplicita richiesta) dopo due lezioni ho compreso che non era “roba” per me, anzi… Mi sentivo in colpa se a causa mia la squadra poteva subire un punto e la paura di ricevere una pallonata sulla faccia mi costringeva ed essere poco coraggiosa e molto intimorita da quella sfera vagante.
Altro appuntamento con lo sport l’ho avuto quando proposi a mia mamma di iscrivermi a danza… Sono durata qualche anno ma l’ultima fila era sempre la mia… Crescendo ho compreso di essere solo l’ideale tappabuchi nei balletti e che la musica mi piaceva cantarla e non ballarla. Decisi di abbandonare la carriera di ballerina.
Ah l’acqua! Al corso di nuoto dopo aver imparato a fare le bolle ho deciso di gettare la spugna anche in questa disciplina a causa di un insegnante baffuto e poco paziente che decise di buttare nell’acqua alta una bambina riccioluta e spaventatissima dopo aver visto affogare una ragazza al mare. Diciamo che non è stato il modo migliore per aiutare una bambina traumatizzata, ma a 18 anni ho avuto molto coraggio e ho deciso di iscrivermi a lezioni individuali di nuoto per sconfiggere la paura ed imparare a nuotare. Risultato… Il maestro ha vinto il premio Nobel per la pazienza ed io ho compreso che stare in acqua non è così male ma che preferisco di gran lunga proseguire la mia carriera di balenottera spiaggiata al sole con un libro in una mano e l’ipod alle orecchie. In questa disciplina sono imbattibile!
Ma la mia carriera non finisce qui… Vivendo in campagna e non molto lontano dalle strepitose montagne piemontesi e valdostane, i miei genitori decisero di iscrivere me ed i miei fratelli ad equitazione e a qualche lezione di sci discesa… Anche queste discipline, pur esercitandole con qualche paura quali vertigini e terrore che gli strumenti (il cavallo e gli sci) sui quali il mio corpo era posizionato potessero ribellarsi ad esso, le ho praticate per parecchi anni finché ho intuito che il sedersi a tavola in un agriturismo o in una baita fosse mooolto meno pericoloso e moooolto più gratificante.
Vi chiederete perché ve ne parlo??? Perché questo è un lato di me che è giusto che conosciate e poichè di me parlo poco ed ho l’impressione che non interessi a nessuno vorrei che nel descrivere il mio pensiero riguardo gare sportive possa avere in futuro una giustificazione nel caso in cui vi parlassi utilizzando termini inappropriati. Insomma… un alibi.
Ma ritorniamo alle olimpiadi… con le prime medaglie vinte e le prime immagini di sportivi sconfitti, io mi sono emozionata. Troppo spesso vedo e sento discussioni (anche animate), programmi televisivi e giornali dedicati esclusivamente al calcio ma mai sento discussioni, vedo programmi (eccetto grandi manifestazioni) durante l’anno e giornali dedicati alla miriade di sport praticati da migliaia di ragazzi che sudano in silenzio mesi interminabili per quei pochi secondi di gara che sovente passano in sordina. Io oggi voglio celebrare (a modo mio) il sudore, la compostezza e l’educazione sportiva che quegli atleti mi trasmettono in questi giorni. Vorrei che i genitori facessero vedere quelle immagini ai propri bambini con la speranza che almeno uno di quei bambini chieda in futuro di poter partecipare agli allenamenti di atletica, a corsi di nuoto, alle strabilianti lezioni di ginnastica ritmica e chi più ne ha più ne metta…perché c’è veramente l’imbarazzo della scelta.
Penso di non essere andata fuori tema perché con quelle immagini si stanno celebrando tante cose bellissime! Che si vinca o si perda, si celebra lo sport nella più vera delle definizioni, si celebrano atleti solidali e rispettosi, non si vedono genitori litigiosi sugli spalti ad urlare (nella migliore delle ipotesi) ma soltanto ad incitare ed a piangere con loro qualunque esito si portino a casa. E non finisco qui… si celebrano ragazzi sorridenti…sempre! Vedere per credere.
Un abbraccio. E
Ultimi tentativi di diventare una ballerina.
[Alle Olimpiadi di Mosca 1980] In finale mi confinarono in ottava corsia, non ero contento, non potevo controllare gli avversari. All’uscita della curva ero penultimo, Wells indemoniato era tre metri avanti. Penso: non avrò altre occasioni. Dodici anni di lavoro e di dolore per niente. Allora riparto, risento tutto, rientro in gara, recupero, vinco, alzo le braccia e il ditino”.
Pietro Mennea

2 commenti:

  1. Anche io le adoro!Grazie per le tue riflessioni!

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    1. Grazie infinite a te Lorenza per avere trascorso un pò del tuo tempo con me sul blog. E soprattutto buone Olimpiadi! Un abbraccio.

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