giovedì 1 ottobre 2015

Consigli a tavola… apparecchiare in serenità.


               A chi di voi è capitato di trovarsi a dover preparare un pasto formale a qualcuno per il quale desiderava fare “bella figura” e di andare un pochino in panico?
A me sì… alcune volte mi sono ritrovata, soprattutto per lavoro, a dover invitare a cena o a pranzo persone con cui ho rapporti esclusivamente professionali. Questa qualifica complica tutto quanto. Da che la preparazione di un qualunque pasto normalmente mi diverte, per questa categoria di persone la mia mente viene intralciata dai mille se e i tanti ma.
Superato l’ostacolo del menù, per il quale consiglio di informarsi prima dell’appuntamento riguardo ad eventuali intolleranze o allergie, onde evitare disagi che potrebbero rovinare tutto il proseguo,  devo ammettere che il panico, in passato, lo provavo soprattutto nell’apparecchiare la tavola. Mi ritrovavo infatti davanti alla tavola spoglia senza riuscire a capire se, come solitamente sistemavo le posate, fosse corretto o se le mettessi come capitava.
I dubbi sono persistiti fino a che…un lungo interrogatorio alla mamma, alle sorelle ed una consulenza su libri ed internet mi hanno rassicurata!
Devo ammettere che fu consolatorio comprendere che la disposizione delle posate fosse corretta, ma sconfortante risultò scoprire che utilizzavo (e continuo a farlo) solo la metà delle posate e dei bicchieri che nell’apparecchiatura chic si dovrebbero usare.
Premetto che non sono una cultrice del bon ton, e che su internet o in libri dedicati alla materia troverete molti esperti che descrivono perfettamente come comportarsi a tavola. Vorrei, però, in queste poche righe fissare alcune regole che non guastano mai e che vanno bene per chiunque sia l’invitato. Io le seguo sempre e sinceramente mi hanno aiutata, soprattutto a non farmi sorgere più dubbi sulle posate…
Partendo dal centro della singola postazione, sistemate: sottopiatto, piatto piano, piatto fondo e il piatto da antipasto. Il piatto per l’antipasto a volte risulta essere di forma non coincidente con quello fondo, al punto che non riesce ad essere sistemato comodamente al suo interno, pertanto, mi capita di sistemare la fondina solo successivamente all’aver consumato l’antipasto.
Sul lato sinistro in alto sistemate il piattino per il pane (trés chic), vi evita tutte quelle briciole sparpagliate .
Nei lati sistemate: le forchette a sinistra in progressione d’uso (le più lontane dal piatto sono quelle che verranno impugnate per prime) e a destra il coltello con la lama all’interno ed il cucchiaio, se necessario..
Sulla parte alta del piatto collocate le posate da frutta /dessert. Il tovagliolo deve essere sistemato al centro o alla destra del piatto, piegato a triangolo o a rettangolo onde evitare di manipolarlo eccessivamente rendendolo poco igienico.
Per quanto riguarda i bicchieri, posizionate in alto a destra a partire dall’interno quello per l’acqua, poi quello per il vino ed infine il flute per il vino che accompagnerà il dolce.
Ricordatevi di lasciare lo spazio adatto tra i commensali, permettendo loro di girarsi liberamente da un lato e dall’altro senza dover sbattere i gomiti contro gli altri invitati.
Ritengo che giusta cornice in una tavola sia data da un bel centrotavola, non troppo alto al fine di non impedire la conversazione, e da un ferma tovagliolo sobrio. Questi due elementi renderanno la vostra tavola ancora più curata!
Io devo ammettere che rispetto a queste mere formalità materiali, penso che la cosa più importante a tavola sia l’educazione: non sopporto infatti il cellulare sul tavolo, il fumo e il piluccare le pietanze da tutti i piatti.
So che non bisognerebbe augurare “buon appetito” a tavola ma io proprio non riesco ad assecondare questa regola del bon ton, per cui, auguro a tutti dopo queste fatiche per i preparativi, meravigliose conversazioni, grandi risate ed un gustosissimo buon appetito!
Un abbraccio.
E. 





Queste foto ritraggono l'apparecchiatura del giorno più bello della mia vita.

“Invitare qualcuno a pranzo significa occuparsi della sua felicità finché sarà sotto il nostro tetto.” 
Anthelme Brillat Savarin

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